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Seconda parte dell’intervista del Dr. Finotti a Canale Italia 

Proseguiamo con la seconda e ultima parte dell’intervista di Canale Italia al Dr. Finotti sul libro “Ortodonzia microchirurgicamente guidata“: in questa seconda parte si parla degli insuccessi che in Medicina come in Odontoiatria possono avvenire e della correlazione tra la bocca e il resto dellorganismo. 


Quali sono gli insuccessi più frequenti?

In medicina in generale, e nello specifico in odontoiatria, non è mai possibile garantire la certezza del successo di una terapia. È molto importante effettuare una corretta diagnosi: prima di applicare qualsiasi tecnica è doveroso studiare il paziente per capire se dal punto di vista locale o generale esistano delle controindicazioni. Pur molto rare da un punto di vista generale, possono esserci da un punto di vista locale. Da un punto di vista generale una controindicazione può essere rappresentata da un farmaco frequentemente utilizzato negli ultimi anni: i bifosfonati, una tipologia di farmaci somministrata nel trattamento dell’Osteoporosi grave e nelle metastasi dei tumori ossei. Questi farmaci determinano un’alterazione del metabolismo osseo – che è lo scopo per il quale vengono utilizzati – , e ci costringono a non effettuare determinati trattamenti nel cavo orale dal momento che alterano anche i normali processi di guarigione nel cavo orale, che a differenza degli altri distretti ossei è una cavità a ricca carica batterica. Dunque quando stiliamo l’anamnesi dei nostri pazienti chiedendoci se assumono determinati farmaci dobbiamo prestare molta attenzione. Nel caso di assunzione di questi farmaci è possibile incorrere in insuccesso terapeutico, che è molto grave perché il rischio di trattare questi pazienti senza un periodo di sospensione dell’assunzione del farmaco può fare andare incontro alla necrosi ossea del cavo orale, che è difficilmente poi trattabile.
Anche nel caso dell’Implantologia, non è possibile affermare un 100% di successo. In situazioni standard è comunque possibile attribuire al 97-98% la percentuale di successo. Parimenti anche nell’Ortodonzia se si applicano forze non corrette o si spostano i denti in posizione non corretta potremo andare incontro a insuccesso.
Dunque è di fondamentale importanza lo studio preliminare dei pazienti. Un importante studio che portiamo avanti da anni al Centro Medico Vesalio mediante esame CBCT (TAC Cone Beam 3D a basso dosaggio di radiazioni) ci permette di eseguire uno studio raffinato dell’osso ci permette di rendere predicibili i trattamenti.

 

Qual è il rischio di rigetto in Implantologia?

Per “rigetto” intendiamo la reazione dell’organismo nei confronti di un corpo estraneo. Ci può essere l’insuccesso, ma non c’è il rigetto, perché utilizziamo biomateriali compatibili con il nostro organismo. Il cavo orale non è un ambiente sterile, per cui posizionando un impianto nell’alveolo chirurgico posso avere l’infezione e la mancata adesione dell’osso all’impianto. Quindi assume molta importanza la preparazione adeguata del paziente evitando di avere siti o distretti con una malattia parodontale (piorrea) in fase attiva perché è una malattia dove la carica batterica è di fondamentale importanza ed è in grado di inferire danni importanti tanto agli elementi dentari quanto al supporto di questi e degli impianti.

 

In pazienti che soffrono di diabete, ipertensione, parodontite e malattie della bocca sistemiche dell’organismo, quanto influiscono sulla salute dei denti?

Influiscono sia sulla salute dei denti che sui nostri trattamenti, e nel cavo orale possono influire anche in una situazione più generale.
Il diabete è una patologia contro la quale i meccanismi di difesa dell’organismo sono ridotti. Trattiamo regolarmente pazienti diabetici. Per questi è importante tenere in considerazione che abbiamo difese diverse, vascolarizzazioni diverse, per cui in base al tipo di diabete, alla sua entità e gravità, decidiamo quale tipo di trattamento effettuare.
Come il sistema generale influisce sul cavo orale, sull’occlusione, così anche quest’ultimo influisce sul sistema generale: si può parlare di reciprocità. Ad esempio la malocclusioni possono alterare l’articolazione temporo mandibolare, che si trova davanti al nostro orecchio; possono comparire umori articolari; dolore ai muscoli masticatori; ma anche disturbi all’udito; alla vista, cefalee, cervicalgie, alterazioni posturali. Queste sono dette patologie discendenti. È sempre doveroso studiare la bocca non come un sistema a parte ma come un sistema correlato a tutto l’organismo.

 

In cosa consiste questa correlazione tra la bocca e il resto dell’organismo?

È buona prassi studiare globalmente le patologie ascendenti e discendenti, studiare i pazienti quando hanno disturbi che non sono correlabili immediatamente al cavo orale ma spesso afferiscono ad altri specialisti quali Neurologo, Otorino laringoiatra, Ortopedico, per citarne alcuni. Talvolta solo dopo aver escluso questi specialisti i pazienti si rivolgono all’odontoiatra.

 

A quale tipo di lettore è rivolto il suo libro Ortodonzia microchirurgicamente guidata ?

Sicuramente si rivolge al nostro settore odontoiatrico, ai colleghi interessati a questa metodica sicuramente innovativa di cui abbiamo parlato negli ultimi anni nei congressi; ai neolaureati che volessero approfondire questa metodica applicata al trattamento ortodontico; a tutti i colleghi che con diverse specializzazioni chirurgiche o ortodontiche vogliano cercare di offrire una qualità superiore di professionalità ai pazienti.
È una tecnica nuova che sono felice di aver sviluppato insieme a tanti colleghi capaci e di elevata professionalità.

 

Guarda il video della seconda parte dell’intervista

 

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