Impianti: protesi combinata

22/06/2015

 

Vi sono diverse soluzioni protesiche in grado di rappresentare un’alternativa alle protesi fisse su impianti.
Abbiamo avuto l’occasione di illustrarne tipologie e caratteristiche in un post recente, dedicato ai pazienti che per molteplici motivi, fisiologici, economici, oppure psicologici (rifiuto nei riguardi di interventi più complessi, paura del dolore, necessità di abbreviare i tempi di realizzazione…), non riescono ad affrontare l’iter necessario all’implantologia.

Ponti, scheletrati, protesi mobili in resina (dentiere) e overdenture, appartengono alla gamma di protesi (parziali o totali) atte alla riabilitazione masticatoria senza l’utilizzo di impianti.

Esiste tuttavia una “terza” strategia, che si pone a metà strada fra questo tipo di protesi e la tecnica implantologica: si tratta della protesi combinata su impianti, in grado di offrire alcuni vantaggi di entrambe le soluzioni.

La protesi combinata è una protesi rimovibile, ancorata a dei pilastri fissi, naturali o artificiali.

Nel caso dell’overdenture, la protesi mobile viene fissata alle radici di denti residui (ancora in buona salute) per mezzo di “bottoni” metallici, assicurandone una maggiore stabilità.

Un simile schema si propone nella protesi combinata su impianti: in assenza di radici dentarie che possano fungere da pilastri, è possibile ricorrere all’inserimento in arcata di due o più impianti in titanio, ai quali applicare la protesi rimovibile.

La protesi combinata su impianti richiede un intervento più limitato rispetto alla riabilitazione implantologica fissa, sia in termini di stress psico-fisico, sia in termini di impegno economico, offrendo al contempo il vantaggio di stabilizzare in modo ottimale la protesi mobile e assicurare una migliore funzionalità.

La protesi combinata su impianti, utilizzando pilastri artificiali, consente inoltre di non caricare la forza masticatoria sugli elementi dentari residui o sulle radici naturali (come avviene per altri dispositivi, ad esempio lo scheletrato o l’overdenture), evitando il rischio di comprometterne, con il tempo, salute e stabilità.

Ricordiamo che le tecniche di inserimento di impianti possono essere attualmente mini-invasive e applicabili con successo e ridotto impegno psico-fisico anche a pazienti anziani o con problemi di salute, a vantaggio di soluzioni protesiche funzionali, durature ed esteticamente valide.