L’osteoporosi è una patologia caratterizzata dalla riduzione della densità e della qualità dell’osso, che diventa più fragile e maggiormente esposto al rischio di fratture. Per contrastare la perdita di massa ossea vengono utilizzati diversi trattamenti farmacologici, tra cui i bifosfonati, una classe di farmaci che agisce sul metabolismo dell’osso riducendone il riassorbimento.
Sebbene rappresentino una terapia importante per la gestione dell’osteoporosi, i bifosfonati richiedono particolare attenzione anche dal punto di vista odontoiatrico. In rare circostanze, infatti, il loro utilizzo può essere associato all’insorgenza dell’osteonecrosi dei mascellari, una complicanza che può interessare l’osso della mandibola o del mascellare superiore.
Questo non significa che chi assume bifosfonati debba evitare le cure odontoiatriche o le procedure dentali: il rischio è generalmente molto basso nei pazienti trattati per osteoporosi e deve essere valutato in relazione al tipo di farmaco, alla dose, alla durata della terapia e alle condizioni di salute orale.
Per questo motivo è importante informare sempre il proprio dentista della terapia in corso, soprattutto prima di un’estrazione dentaria o di un altro intervento che coinvolga l’osso.
Cosa sono i bifosfonati?
I bifosfonati sono farmaci utilizzati per rallentare il riassorbimento osseo e vengono frequentemente prescritti per il trattamento dell’osteoporosi.
I bifosfonati appartengono alla categoria dei farmaci antiriassorbitivi e agiscono principalmente riducendo l’attività degli osteoclasti, le cellule responsabili del riassorbimento del tessuto osseo. In questo modo contribuiscono a rallentare la perdita di massa ossea e a ridurre il rischio di fratture nelle persone affette da osteoporosi.
Sebbene si parli talvolta di “bifosfonati naturali”, è importante precisare che i bifosfonati utilizzati nella terapia dell’osteoporosi sono farmaci di sintesi e non sostanze naturalmente presenti nell’organismo.
Tra i bifosfonati utilizzati nella pratica clinica rientrano, ad esempio, alendronato, risedronato, ibandronato e acido zoledronico. La modalità di somministrazione può variare in base al farmaco e alle indicazioni terapeutiche.
Il loro effetto sul rimodellamento osseo è proprio l’aspetto che rende importante prestare attenzione ad alcune procedure odontoiatriche invasive. Il tessuto osseo, infatti, necessita di continui processi di riassorbimento e formazione per mantenersi in equilibrio e riparare eventuali microlesioni.
Osteoporosi e bifosfonati: perché è importante informare il dentista
Dal punto di vista odontoiatrico, è importante quindi che il dentista sia informato su quali sono le cure per l’osteoporosi in corso perché i bifosfonati possono causare effetti collaterali nella gestione di estrazioni dentarie, interventi chirurgici e impianti.
I pazienti che assumono bifosfonati devono sempre segnalare la terapia al dentista prima di sottoporsi a:
La valutazione deve essere effettuata congiuntamente dal dentista e dal medico che segue il trattamento dell’osteoporosi, così da individuare il percorso più sicuro per il paziente.
Per approfondire l’argomento è possibile consultare la guida dei nostri esperti: Osteoporosi e denti: qual è il legame e perché segnalarlo al dentista
Bifosfonati ed estrazioni dentarie: cosa sapere
Particolare attenzione deve essere riservata alle estrazioni dentarie e alle altre procedure chirurgiche che coinvolgono direttamente il tessuto osseo.
Un’estrazione, infatti, comporta una fase di guarigione dell’osso e dei tessuti circostanti. Nei pazienti sottoposti a terapia con farmaci antiriassorbitivi esiste, seppur raramente, il rischio che la guarigione ossea sia compromessa e che si sviluppi un’osteonecrosi correlata ai farmaci.
Questo non significa che un paziente che assume bifosfonati non possa sottoporsi a un’estrazione quando questa è necessaria. La decisione deve essere presa dal dentista dopo aver valutato il rapporto tra benefici e rischi, considerando anche il tipo di bifosfonato, la modalità di somministrazione, la durata della terapia e la presenza di eventuali fattori di rischio.
Per questo è fondamentale non sospendere autonomamente la terapia con bifosfonati prima di un intervento odontoiatrico. Le attuali evidenze non supportano infatti l’interruzione automatica della terapia come strategia per prevenire l’osteonecrosi nei pazienti trattati per osteoporosi; la decisione, quando necessaria, deve essere concordata con il medico che ha prescritto il farmaco.
Inoltre è consigliabile mantenere una buona salute orale attraverso igiene quotidiana, controlli periodici e trattamento tempestivo delle patologie dentali e gengivali. Un’adeguata prevenzione può contribuire a ridurre la necessità di procedure invasive e a mantenere sotto controllo i fattori di rischio.
Gli effetti collaterali dei bifosfonati sui denti
Gli effetti collaterali dei bifosfonati sui denti non consistono generalmente in un diretto “danneggiamento” dei denti.
L’aspetto odontoiatrico più importante riguarda piuttosto una rara complicanza che interessa l’osso mascellare o mandibolare: l’osteonecrosi dei mascellari correlata a farmaci (MRONJ).
Il rischio di osteonecrosi è generalmente molto basso nei pazienti che assumono bifosfonati per l’osteoporosi, mentre aumenta in presenza di fattori come trattamenti ad alte dosi, terapie prolungate, alcune patologie concomitanti e problemi di salute orale, tra cui la Parodontite, anche conosciuta come Piorrea.
Alternativa ai bifosfonati: come rinforzare l’osso dei denti?
Non esistono alternative naturali ai bifosfonati e non esiste una soluzione in grado di “rinforzare” esclusivamente l’osso che sostiene i denti. La salute dell’osso alveolare dipende infatti dalle sollecitazioni positive, dal benessere dell’intero sistema scheletrico e dalla salute delle gengive.
Per preservare il supporto osseo dei denti è consigliabile:
- Seguire le indicazioni terapeutiche dello specialista
- Mantenere livelli adeguati di calcio e vitamina D
- Praticare regolarmente attività fisica
- Evitare il fumo
- Sottoporsi a controlli odontoiatrici periodici
- Prevenire e trattare tempestivamente la cura della Piorrea
- Mantenere una corretta igiene orale.
Oggi, oltre ai bifosfonati, esistono anche altre terapie farmacologiche per la gestione dell’osteoporosi che lo specialista può valutare in base alle caratteristiche cliniche del paziente. La scelta del trattamento più appropriato deve sempre essere effettuata dallo specialista per l’osteoporosi, tenendo conto dello stato di salute generale e degli eventuali interventi odontoiatrici programmati.
FAQ
Bifosfonati: qual è l’effetto sui denti?
Il loro effetto riguarda principalmente il metabolismo osseo dei denti, perché riducono il riassorbimento dell’osso in caso di osteoporosi.
Per questo motivo è importante comunicare sempre al dentista l’eventuale terapia con bifosfonati, così da permettere una corretta pianificazione delle cure.
Per approfondire l’argomento consulta la guida Osteoporosi e denti: qual è il legame e perché segnalarlo al dentista
I bifosfonati danneggiano i denti?
No, i bifosfonati non danneggiano direttamente i denti. Il loro obiettivo è ridurre il riassorbimento dell’osso e contrastare la perdita di massa ossea associata all’osteoporosi.
Il rischio è particolarmente legato a determinati trattamenti e condizioni cliniche e non significa che chi assume bifosfonati debba rinunciare alle cure dentali.
Una corretta igiene orale, controlli odontoiatrici regolari e la comunicazione al dentista di tutti i farmaci assunti sono importanti per permettere di prevenire e gestire eventuali problematiche nel modo più appropriato.



