Piorrea: la soluzione implantologica

06/02/2015

 

Negli ultimi decenni, la ricerca odontoiatrica ha compiuto grandissime evoluzioni nel campo della cura della malattia parodontale o piorrea: la cultura della prevenzione, le tecniche di trattamento e soprattutto le moderne tecnologie rigenerative e ricostruttive, hanno trasformato la piorrea in una patologia curabile con successo nella maggior parte dei casi.

Tuttavia, sebbene la conservazione e il recupero degli elementi dentali naturali rappresentino gli obiettivi primi dell’odontoiatria, esistono delle condizioni di particolare gravità e compromissione in cui tale sfida risulta impossibile.

In queste circostanze, l’implantologia rappresenta la soluzione ottimale per una riabilitazione funzionale ed estetica del paziente affetto da piorrea.

L’implantologia moderna è caratterizzata dal principio di osteointegrazione, il quale prevede la graduale unione (continuità) fra l’impianto in titanio e il tessuto osseo nel quale quest’ultimo viene posizionato.

L’attivazione dei normali processi di guarigione dell’osso, consente infatti la naturale e progressiva integrazione fra il tessuto osseo di neoformazione e l’impianto, garantendo un’eccezionale risposta in termini di comfort e stabilità della riabilitazione protesica, predicibilità dei risultati e loro durata nel tempo.

L’utilizzo di un materiale come il titanio nella costruzione dell’impianto, esclude inoltre la possibilità di rigetto: si tratta infatti di un prodotto bio-compatibile, non riconosciuto come elemento estraneo dall’organismo.

La soluzione implantologica può essere applicata ad un unico elemento dentario, ad un numero ridotto di essi oppure ad intere arcate dentarie, in base allo stato di compromissione orale provocato dalla piorrea.

Oltre alle metodologie di implantologia tradizionali, attualmente é possibile avvalersi delle tecniche all on four e all on six (riabilitazione basata su un numero limitato di impianti: 4 o 6) e della tecnica di implantologia a carico immediato, che consente al paziente di ottenere denti provvisori fissi sugli impianti già a fine intervento oppure nell’arco di 12-24 ore.

Naturalmente, la tipologia di riabilitazione implantologica da applicare dipende da una valutazione della quantità e qualità ossea presenti in ciascun paziente: laddove vi sia scarsità quantitativa e qualitativa del tessuto osseo a disposizione, è necessario associare la terapia implantologica alle più moderne tecnologie rigenerative e ricostruttive.