Piorrea: Chirurgia Resettiva e Rigenerativa

24/10/2014

 

Negli interventi precedenti, abbiamo analizzato quali sono le cause, i sintomi e le prime cure per affrontare la malattia parodontale o piorrea.

Ricordiamo che qualora la piorrea venga diagnosticata precocemente (per mezzo di radiografie e sondaggio parodontale) e i livelli di compromissione del tessuto osseo e gengivale non siano gravi, è possibile risolvere la malattia, o quantomeno rallentarne il decorso, con regolari sedute di curettaggio – scaling (pulizia radicolare dei denti), in aggiunta ai normali appuntamenti di igiene professionale.

Queste tecniche, tuttavia, non sono sufficienti da sole ad arrestare l’evoluzione della piorrea, la quale, provocando un graduale riassorbimento dell’osso e del tessuto gengivale, mina la stabilità degli elementi dentari.

Una prima risoluzione chirurgica per combattere la piorrea, è rappresentata dalle attuali tecniche rigenerative e resettive, il cui scopo è la conservazione dell’elemento dentale naturale.

- con la chirurgia resettiva è possibile rendere uniforme l’altezza ossea rimuovendo picchi e irregolarità: questi ultimi infatti, provocando alterazioni della morfologia gengivale determinano un accumulo di placca batterica. Eliminando le anomalie del tessuto osseo e gengivale è possibile dunque prevenirne l’infiammazione e l’eventuale riassorbimento, rallentando il decorso della piorrea.

- la chirurgia rigenerativa permette attualmente di rigenerare l’osso perduto a causa della piorrea, mediante l’utilizzo di membrane e biomateriali sostitutivi. L’applicazione di questi materiali consente la neoformazione e la rigenerazione del tessuto osseo deficitario, garantendo stabilità agli elementi dentari.

Fino agli anni ’90 i chirurghi odontoiatri ricorrevano sistematicamente all’utilizzo di osso autologo, cioè prelevato dal paziente stesso in distretti orali o extraorali (anca, tibia, teca cranica).

Attualmente, grazie alla ricerca scientifica e allo sviluppo dei biomateriali sostitutivi, il ricorso al prelievo di tessuto autologo è in netta diminuzione. Nei casi in cui si renda necessario l’utilizzo di tessuto osseo naturale, è possibile avvalersi di una banca dei tessuti, in grado di offrire osso omologo adeguatamente selezionato e trattato: una novità di valore assoluto in campo odontoiatrico.

 La piorrea può essere causata da malocclusioni dentarie che ostacolano una corretta igiene orale con conseguente infiammazione dei tessuti e retrazione ossea: a sua volta, la malattia parodontale può generare malocclussioni conseguenti alla perdita di osso e all’estrazione dentale.

In questi casi, la piorrea può richiedere un trattamento ortodontico, le cui premesse, metodi e tempistiche sono assolutamente diversi rispetto all’ortodonzia tradizionale.

 Qualora la chirurgia resettiva e quella rigenerativa-ricostruttiva non siano sufficienti a ripristinare la masticazione del paziente affetto da piorrea, è necessario intervenire con un trattamento implantologico, spesso preceduto o associato alle tecniche descritte.

Centro Medico Vesalio: Chirurgia OraleImplantologia - Cura della piorrea