Otturazioni in amalgama e il mercurio: un pericolo per la nostra salute

13/09/2016

 

Negli ultimi decenni, l’odontoiatria ha allargato sempre più il proprio sguardo e il proprio campo d’azione, considerando il paziente nella sua complessità. Ciò significa che non si limita a studiare e risolvere le singole patologie del cavo orale, ma ricerca le eventuali correlazioni fra queste e altri disturbi presenti nell’organismo.

In quest’ottica, un punto cardine della cosiddetta odontoiatria biologica-naturale è la condanna dell’utilizzo di mercurio nelle otturazioni in amalgama. Già nel 1991 la WHO (World Health Organization) ha documentato come le otturazioni in amalgama rappresentino la prima fonte di mercurio nell’organismo: un dato allarmante, considerandone la tossicità e la capacità di agire negativamente anche sul sistema immunitario.

Contrariamente a quanto si riteneva un tempo, il mercurio è in grado di fuoriuscire gradualmente dall’amalgama delle otturazioni: fenomeno favorito dalla normale masticazione, da particolari problemi occlusali, dal consumo di bevande calde, dal bruxismo e persino dallo spazzolamento stesso dei denti.

Si stima dopo vent’anni dall’applicazione dell’otturazione, circa l’80% del mercurio non sia più presente nell’amalgama, e di conseguenza sia stato assorbito dal nostro organismo, come confermano studi effettuati sulla saliva, sui vapori presenti nel cavo orale e le biopsie dei tessuti gengivali.

Dal cavo orale, il mercurio può diffondersi in modo soggettivo alle ghiandole, alla tiroide, ai reni, al cuore, al sistema nervoso, al midollo osseo, determinando disturbi di lieve o di importante entità, a seconda degli organi coinvolti e della capacità individuale di smaltire la sostanza (ad esempio, attraverso il sudore, l’urina…).

Cefalee, dermatiti, stanchezza cronica ma anche depressione o addirittura sclerosi a placche sono alcuni fenomeni ascrivibili alla tossicità del mercurio.

Fortunatamente, molti di questi fenomeni si sono rivelati reversibili una volta eliminata l’esposizione al mercurio. E’ possibile infatti rivolgersi al proprio odontoiatra per rimuovere le obsolete otturazioni in amalgama a favore dei nuovi materiali bio-compatibili, innocui per la salute del paziente.

Tuttavia è bene ricordare che la rimozione delle otturazioni contenente mercurio rappresenta una fuoriuscita ulteriore di vapori tossici, perciò è assolutamente da sconsigliare durante la gravidanza.

Pur non esistendo ancora una valutazione unanime riguardante i livelli di tossicità del mercurio (in Italia, l’utilizzo delle vecchie amalgame dentali di fatto non è ufficialmente vietato, e dipende dalla coscienza e dalla professionalità di ciascun odontoiatra), l’OMS – Organizzazione mondiale della Sanità – ha nondimeno dichiarato inaccettabile ogni contatto con fonti di mercurio durante la gravidanza, poiché assimilabile dal feto attraverso la placenta.

Sebbene non esista un accordo internazionale sui livelli di pericolo da esposizione al mercurio è importante segnalare come molti paesi nordici (fra i quali Germania, Svezia, Norvegia)  abbiano prodotto normative molto rigide riguardo al suo utilizzo in odontoiatria, incentivando la rimozione delle otturazioni in amalgama con specifici finanziamenti ai cittadini.

Una semplice domanda per invitare le istituzioni, i professionisti e i pazienti a riflettere sull’importanza dell’impatto del mercurio sul nostro organismo: è possibile accettare nella propria bocca una sostanza considerata dannosa per l’ambiente e trattata come un rifiuto speciale?