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Le origini della tecnica

Quando parliamo di implantologia mini invasiva ci si riferisce anche all’implantologia transmucosa o flapless, cioè senza lembo. E’ una metodica implantologica nata qualche decennio fa. Dal momento che non richiede il taglio di un lembo della gengiva e si pratica senza bisturi e senza punti di sutura, questa tecnica minimizza lo scollamento dei lembi gengivali: il tessuto vascolare necessario per i processi di guarigione rimane così intatto, e garantisce per il paziente un fastidio minimo.
Già dalle origini della tecnica di Implantologia mini invasiva il tipo di approccio chirurgico fu senza incisione della gengiva: quest’ultima e l’osso sottostante venivano perforati con  una fresa prima dell’inserimento dell’impianto. Grazie poi allo sviluppo delle nuove metodiche implantologiche lo studio delle caratteristiche ossee e gengivali ha introdotto l’utilizzo di tecniche che prevedono l’incisione chirurgica gengivale, così da permettere un migliore posizionamento dell’impianto all’interno del tessuto osseo in modo preciso. I vantaggi più grandi dell’evitare l’incisione della gengiva sono per il paziente un minore traumatismo e un periodo di guarigione più rapido e senza punti di sutura, edemi, gonfiori e sanguinamento post-operatorio.

 

Il modus operandi

Prima dell’intervento è necessario valutare che il paziente abbia lo spessore osseo necessario con una TAC Dental-Scan, per verificare se l’osso è adatto all’impianto dentale. Nell’implantologia Flapless l’inserimento degli impianti senza incidere la gengiva avviene grazie a “guide” (sorta di mascherine) che ne aiutano il corretto posizionamento. Grazie all’analisi computerizza è possibile ricostruire raffinati modelli anatomici basati su studi tomografici (TAC-Dentalscan/Cone Bean) per ottenere guide di corretto posizionamento implantare ad altissima precisione. L’implantologia mini invasiva è idonea anche per pazienti anziani, oppure pazienti in terapia con anticoagulanti e bifosfonati. E’ inoltre compatibile con la tecnica implantologica a carico immediato, che consente di realizzare una protesi fissa sugli impianti a fine intervento o a poche ore dallo stesso.
La tecnica, nel caso di impianti a carico differito, prevede l’inserimento dell’impianto effettuando un foro nella gengiva e nell’osso attraverso l’utilizzo di una fresa, senza quindi l’uso del bisturi. Dopo che è stato inserito l’impianto questo deve restare in assenza di carico per 2-4 mesi, in base alle caratteristiche dell’osso del paziente.

 

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