FARMACI E RISCHIO IMPLANTARE: GLI ANTIDEPRESSIVI

16/07/2015

Dal dentista, sarà capitato a tutti di dover compilare un’anamnesi relativa al proprio stato di salute, ai farmaci regolarmente assunti, alle allergie , alle abitudini di vita.

Per l’odontoiatra  si tratta di un momento molto importante onde poter arrivare ad una diagnosi ed un piano di cura che tenga conto a 360° delle particolarità di ognuno.

Molti farmaci possono influire nella pianificazione di alcuni interventi come l’implantologia. Si pensi, ad esempio, ai bifosfonati ( farmaci utilizzati nella cura dell’osteoporosi o nelle chemioterapie), agli anticoagulanti e agli antiaggreganti.

Recenti studi hanno evidenziato come i farmaci più utilizzati nel trattamento della depressione ( SSRI) come ad esempio celexa, paxil,lexapro, prozac ,zoloft,etc.possano aumentare il rischio di fallimento degli impianti dentali.

Era già stata stabilita una correlazione tra tali farmaci con una ridotta crescita dell’osso e l’aumento di rischio di fratture ossee. La preoccupazione ora deriva dagli effetti collaterali degli antidepressivi in quanto si tratta di elementi che influiscono sul processo di guarigione e di osteointegrazione.

 

Osteoporosi

Acatisia ( disturbo caratterizzato dalla necessità di muovere in continuazione testa e mascella)

Digrignamento

Secchezza bocca

Bruciore della bocca

 

Con uno studio pubblicato sul Journal of Dental Research di novembre 2014 si è voluto valutare l’associazione tra assunzione di farmaci antidepressivi e il rischio di fallimento di impianti dentali osteointegrati. Dai 490 pazienti analizzati è emerso un tasso di fallimento pari al 10,6% per i soggetti in cura con SSRI rispetto al 4,6% per i pazienti non utilizzatori .

L’OMG stima che oggi più di 350 milioni di persone nel mondo soffrono di tale malattia. Alla luce di quanto esposto, è molto importante per l’odontoiatra  essere messo a conoscenza delle terapie  in essere dei propri pazienti onde poter pianificare nel miglior modo possibile le cure di cui necessitano.

Fonte: Odontoiatria33