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Consigli per i bambini al mare: come evitare scottature e colpi di calore

La spiaggia e il mare sono da sempre luoghi piacevoli e rigeneranti anche per i più piccoli, per tutte le attività in cui possono cimentarsi con la sabbia e con l’acqua. Quando noi adulti andiamo al mare con i bambini è però importante non dimenticare delle accortezze fondamentali per la loro sicurezza e il loro benessere. Vediamone alcune.

 

Il mare come fonte per la produzione di vitamina D

Se si hanno dei bambini può essere una buona idea trascorrere le ferie al mare, che garantisce loro il contatto con la natura e l’acquisizione di vari benefici. Il primo di questi è la produzione di vitamina D da parte della pelle del bambino, stimolata dai raggi del sole. È una vitamina molto importante perché favorisce il deposito di calcio nelle ossa rendendole più forti e resistenti. Un’adeguata quantità di vitamina D – che si assume principalmente attraverso l’esposizione ai raggi solari – è fondamentale per la prevenzione del rachitismo.
A livello motorio inoltre camminare a piedi nudi sulla sabbia consente di esercitare i muscoli delle gambe e dei piedi. In particolare gli esperti sostengono che questa “ginnastica” sia utile perché permette ai bambini più piccoli di allenarsi a stare in equilibrio sulle superfici non piane.
Per quanto riguarda gli effetti benefici sulle malattie respiratorie nei bambini questi non sarebbero tanto imputabili all’aerosol marino – come sottolinea Fondazione Veronesi –, quanto al fatto che al mare l’aria è generalmente più salubre e non così congestionata dall’inquinamento atmosferico come nelle aree metropolitane dove siamo soliti vivere. Le sostanze inquinanti presenti nelle nostre città sono elementi che possono incidere su asma e infezioni.

 

Quali sono i consigli per tuo figlio al mare?

Tuttavia, quando si va al mare con i bambini, è importante prendere degli accorgimenti per godere appieno dei benefici e trascorrere una vacanza in salute. I piccoli sono infatti più delicati rispetto agli adulti e necessitano di qualche attenzione e protezione in più.

Sole sì, ma con cautela

La maggior parte delle raccomandazioni riguarda i raggi UV: l’altra faccia della medaglia dell’esposizione al sole rispetto alla produzione di vitamina D è l’esposizione ai raggi solari, che deve avvenire con cautela. La pelle dei bambini è particolarmente sensibile alle scottature, per cui va protetta adeguatamente. Considerando anche il fatto che col tempo prendere il sole senza le giuste precauzioni può portare da adulti a un invecchiamento precoce della pelle o alla comparsa di tumori cutanei. I bambini non vanno quindi esposti al sole durante le ore più calde, ma vanno tenuti in un luogo ombreggiato. Il Ministero della Salute per quanto riguarda l’età raccomanda di non far esporre mai al sole diretto i bambini al di sotto dei 6 mesi di vita. L’applicazione di una protezione solare adeguata è inoltre fondamentale.

Attenzione ai colpi di calore

Da cosa è causato il famigerato “colpo di calore”? È causato da un aumento improvviso della temperatura corporea. Può manifestarsi con sintomi più o meno intensi, tra i quali spossatezza, mal di testa, nausea, crampi e nei casi più seri disturbi della coscienza. I più esposti al rischio di colpi di calore sono proprio i neonati e i bambini piccoli, perché la loro capacità di termoregolazione è meno efficiente.

I fattori che possono provocare questa condizione sono la temperatura elevata, l’alto tasso di umidità e una scarsa ventilazione.
I consigli più importanti per contrastare i colpi di calore, forniti dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, sono:

  • Evitare l’esposizione al sole dei bambini al sole tra le 11 e le 17, e le ore più calde per le uscite e l’attività fisica;
  • Fare esporre i bambini al sole in maniera graduale;
  • Fare indossare loro vestiti di fibre naturali, perché favoriscono la traspirazione, e preferire i colori chiari perché hanno un’azione respingente verso i raggi solari;
  • Bagnare frequentemente la testae rinfrescare il corpo;
  • usare creme solari a protezione elevata, ad esempio protezione 50;
  • assicurarsi che assumano una sufficiente quantità di liquidi e un’alimentazione ricca di frutta e verdura.

Come prevenire la disidratazione

La condizione di disidratazione nei bambini può essere favorita dal caldo intenso e da una scarsa ventilazione. I più esposti a questa condizione sono soprattutto i più piccoli, che rappresenta uno dei maggiori rischi quando si portano i bambini al mare, per via delle dimensioni del loro corpo, ridotte rispetto a quelle di un adulto – quindi dotate di una minore capacità di disperdere calore – , e della maggiore quantità di liquidi contenuta nel loro organismo. I sintomi più comuni possono essere astenia, sonnolenza, crampi, vertigini, mucose asciutte, occhi alonati, riduzione della diuresi, tachicardia e, nei neonati, anche la fontanella depressa. Per prevenire questa condizione, oltre a seguire i consigli riferiti ai colpi di calore, è bene assicurarsi che il bambino beva un sufficiente quantitativo d’acqua. Sono invece da evitare le bevande gassate e zuccherate, il cui effetto dissetante tende a durare poco.

Sì a cappelli e occhiali da sole

È importante per i più piccoli indossare un cappello quando sono al mare, possibilmente a tesa larga, perché questa tipologia riesce a proteggere meglio viso, cuoio capelluto, orecchie e collo. Non andrebbero dimenticati, inoltre, gli occhiali da sole. Far portare al bambino un paio di occhiali con lenti dotate di filtri UV, infatti, è importantissimo per proteggere gli occhi dai raggi ultravioletti.

 

Bambini al mare: la spiaggia li rende più irrequieti?

Sentiamo spesso dire che il mare rende i bambini più irrequieti. A cosa può essere legato questo apparente stato caratteriale? In un’intervista su Repubblica il pediatra dell’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente spiega che la maggiore irrequietezza che può riscontrarsi in alcuni bambini al mare, durante l’estate, è dovuta al fatto che la spiaggia, da ambiente molto luminoso, li stimola a essere più dinamici. Inoltre le attività svolte tendono a essere maggiormente stancanti, perché i bambini corrono e giocano di più.
Per mitigare questo aspetto caratteriale il pediatra chiarisce che è importante assicurarsi che mantengano degli orari regolari anche in vacanza, sia per quanto riguarda i pasti che per il sonno. L’irrequietezza può dipendere anche dalla carenza di sonno, dovuta al fatto di andare a dormire più tardi del solito. La psicologa dell’età evolutiva Anna Oliverio Ferraris, sempre intervistata da Repubblica, suggerisce di far fare ai bambini un sonnellino durante il pomeriggio, soprattutto fino ai 5-6 anni, in modo che, se la sera tendono a fare un po’ più tardi, risentono meno della stanchezza. Per i più piccoli è importante quindi adottare le giuste accortezze per vivere le vacanze in sicurezza e relax.

FONTI
Blog unisalute.it
ospedalebambinogesu.it
salute.gov.it
humanitas-sanpiox.it
fondazioneveronesi.it
cdc.gov

FOTO pexels-kindel-media-7862539

 

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