Alitosi: le cause extra-orali

10/11/2014

 

Abbiamo precedentemente analizzato le cause dell’alitosi direttamente collegate all’igiene e ad eventuali disturbi o patologie del cavo orale: è utile ora esaminare ulteriori fattori collaterali, in grado di provocare il problema dell’alito cattivo.

Come è noto, vi sono alimenti che possono determinare alitosi, fra i più conosciuti aglio e cipolla: a questi occorre aggiungere alimenti meno sospettabili, ad esempio formaggi, carni speziate, peperoni, alcuni tipi di pesce, spezie. Il cospicuo consumo di latte, il quale viene digerito molto lentamente, unitamente a caffè e bevande alcoliche, in grado di ridurre la salivazione, sono altrettanti alimenti responsabili dell’alitosi.

Il fumo attivo e passivo è ugualmente cagione di alito cattivo.

Le diete che prevedono lunghi periodi di digiuno, limitando la salivazione, possono provocare alitosi: al contrario diete equilibrate, ricche di acqua e di frutta e verdure ad elevato contenuto idrico (zucchine, sedano, carote, cetrioli), favorendo la salivazione, contrastano l’insorgere dell’alito cattivo. Una corretta alimentazione mattutina, in grado di stimolare la salivazione (e che non si limiti unicamente al caffè), è un buon punto di partenza per contrastare problemi di alitosi, mentre l’abitudine a mangiare frequentemente caramelle e gomme zuccherine, così come l’eccessivo consumo di zuccheri in generale, alimenta i batteri presenti nel cavo orale, determinando alito maleodorante.

Ulteriori causa di riduzione di salivazione e perciò di possibile alitosi, risiede nell’assunzione di alcune tipologie di farmaci quali antidepressivi, antitumorali, antiaritmici, preparati contro la dissenteria, antistaminici, antinfiammatori, diuretici, antiulcerosi, antiparkinsoniani, anoressizzanti.

La respirazione orale, provocando secchezza del cavo orale, può generare alitosi: quest’ultima in generale, é maggiormente presente al mattino, poiché durante la notte l’effetto di detersione innescato dalla salivazione viene meno.

Anche le secrezioni mucose nasali o scolo nasale (così come alcune patologie del naso e dei setti nasali), sono responsabili del cattivo alito: la fluidificazione mediante irrigazioni o spray nasali, possono cooperare nella regressione dell’alitosi.

Fra le affezioni in grado di favorire l’alitosi, è necessario ricordare: la persistenza di tonsille infiammate (dove facilmente possono annidarsi batteri anaerobi), la presenza di problemi digestivi, in particolare laddove vi sia un cattivo funzionamento della valvola che collega esofago e stomaco (reflusso gastro-esofageo); situazioni psicologiche delicate, con eccessivi stress e tensione emotiva.

Fra le malattie sistemiche, l’insufficienza renale, il diabete e l’insufficienza epatica, possono maggiormente causare problemi di alitosi.

L’alito cattivo è un disturbo diffuso che può essere scatenato da una molteplicità di fattori, molto diversi fra loro: una dieta sana e ricca di acqua, l’esclusione o la riduzione di taluni alimenti, la detersione nasale e la risoluzione di alcuni disturbi in grado di generare o accrescere l’alitosi, possono rappresentare alcune soluzioni specifiche al problema.

Un regolare piano di mantenimento della salute del cavo orale al fine di eliminare le cause che determinano l’accumulo di placca batterica sia attraverso una corretta igiene orale domiciliare, sia mediante regolari controlli odontoiatrici, risulta tuttavia l’obiettivo principale per contrastare efficacemente l’alitosi. E’ importante ricordare che i prodotti igienizzanti commerciali (ad esempio i colluttori) non offrono di per sé una soluzione al problema dell’alitosi ma possono essere utilizzati moderatamente.