Curare le gengive per controllare il diabete

14/11/2016

Rilevare la parodontite e trattarla per tempo può ridurre significativamente le complicanze del paziente diabetico. Sono ormai numerose le evidenze scientifiche che hanno constatato il legame gengive-diabete.

 

 

 

Ma perché si forma questo legame? Quando è presente parodontite i batteri nocivi del cavo orale possono raggiungere numerosi organi del corpo innescando infiammazione. Nel caso del diabete i radicali liberi e citochine aumentano ulteriormente lo stato infiammatorio agendo anche a livello dei tessuti parodontali.

Il ruolo dell’odontoiatra diventa quindi centrale: non solo perché interviene nella gestione dell’infiammazione proponendo una corretta terapia parodontale e aiutando i pazienti diabetici a mantenere sotto controllo i livelli glicemici, ma anche perché può consigliare una valutazione di rischio diabete ai pazienti che non sanno di esserlo così da prevenire e monitorare un eventuale sviluppo della malattia parodontale.

Questa  la lista di alcuni campanelli d’allarme:

• Gengive rosse, gonfie, che sanguinano e che tendono a ritirarsi
• Ascessi gengivali e/o perdita di denti
• Bocca secca
• Infezioni dovute ad un maggiore sviluppo di batteri e funghi (in particolare del genere Candida)
• Alitosi persistente o sapore sgradevole in bocca

Nel caso si riscontri uno dei sintomi sopra riportati è consigliato il confronto con il dentista e l’attenzione ad ulteriori segnali:

• Urinare molto di frequente durante il giorno o la notte
• Sentirsi eccessivamente assetato o affamato
• Eccessiva e repentina perdita di peso senza alcun particolare motivo
• Sentirsi più stanco o irritabile del solito
• Vista offuscata
• In caso di ferite, le stesse impiegano più tempo a guarire