Sbiancamento dentale professionale

19/11/2014

Un bel sorriso è un’ottima presentazione di sé ed è fonte di autostima e sicurezza. Possedere denti bianchi e dall’aspetto luminoso è un desiderio sempre più diffuso, motivo che spinge molti pazienti a richiedere interventi di sbiancamento professionale.

Il colore dei denti è un dato variabile e molto personale che dipende da fattori genetici, dallo stato di salute generale, da abitudini di vita e alimentari. Il fumo, il consumo regolare di alimenti quali thé o caffè, possono pigmentare lo smalto dei denti rendendolo più scuro e meno brillante. Anche l’età e gli interventi di devitalizzazione possono contribuire alla maggiore pigmentazione dei denti. La naturale translucenza dello smalto infatti, rende visibile il progressivo ispessimento della dentina così come i materiali di otturazione presenti nei tubuli dei denti devitalizzati, spegnendo la luminosità del sorriso.

La soluzione a questo problema è un intervento di sbiancamento dentale, di cui possiamo trovare molteplici tipologie.

Esiste un’ampia casistica di rimedi di sbiancamento fai da te, molti dei quali inutili o addirittura altamente pericolosi per la salute dello smalto e delle gengive.

In commercio si possono trovare altrettanti metodi per lo sbiancamento dentale domiciliare. Si tratta di sistemi più sicuri poiché più controllati, ma spesso deludono le aspettative degli acquirenti: possiedono infatti principi attivi meno concentrati rispetto a quelli professionali e non vengono applicati su denti perfettamente puliti e asciutti, come avviene invece in sede clinica. Inoltre, la mancanza di supervisione del medico odontoiatra, non esclude spiacevoli effetti collaterali in pazienti con problemi orali (presenza di carie, otturazioni obsolete, recessione gengivale…).

L’intervento di sbiancamento professionale è l’unico in grado di coniugare sicurezza e risultato, permettendo di ottenere un sorriso più luminoso e salvaguardare il benessere di denti e gengive.

Una tecnica di sbiancamento dentale attualmente diffusa negli studi odontoiatrici professionali, prevede l’utilizzo del perossido di idrogeno, il cui potenziale sbiancante può agire per auto-attivazione oppure foto-attivazione per mezzo del laser o di speciali lampade alogene o al plasma, essendo la luce un elemento catalizzatore in grado di avvantaggiare il processo.

Dopo un’adeguata protezione delle gengive, sulla superficie dentale del paziente viene applicato un gel contenente perossido di idrogeno, in concentrazione media pari al 35-40%: il perossido penetra all’interno dello smalto dentale (che ha un struttura prismatica in grado di “aprirsi” per assorbire le sostanze sbiancanti) senza minimamente intaccarne l’integrità.

La minore o maggiore concentrazione del principio attivo e la durata dell’esposizione, consentono di ottenere una diversa intensità del risultato.

Lo sbiancamento di denti devitalizzati, richiede invece una procedura più mirata, e si realizza tramite un “lavaggio” interno, lungo il canale dentale, con soluzione al perossido.

In sede di trattamento professionale, la seduta di sbiancamento è normalmente preceduta da un’adeguata pulizia dentale e da un controllo dello stato di salute del cavo orale.

La supervisione del medico odontoiatra e la sicurezza della tecnologia impiegata in uno studio professionale, rendono l’intervento di sbiancamento dentale totalmente sicuro e realmente efficace.