Professione dentista: strategie contro la crisi

28/02/2015

 

L’articolo apparso su Corriere.it, rispecchia l’attuale realtà: negli ultimi anni l’offerta di servizi odontoiatrici e la concorrenza professionale è aumentata in modo esponenziale. Parallelamente, si è assistito ad un incremento di reperibilità di informazioni che ha portato i pazienti ad aprirsi a nuove soluzioni, fra le quali la possibilità di raggiungere centri odontoiatrici dislocati, sia in Italia che all’estero.

Rispetto al passato, il paziente risulta essere meno stabile, maggiormente volubile, in continua ricerca della soluzione ritenuta ideale per le proprie esigenze.

La cultura della prevenzione, il cui valore è assoluto, ha giocato un ruolo importante in questo processo recessivo, in quanto ha ridotto notevolmente la necessità di cure odontoiatriche nella nuova generazione.

La crisi economica, infine, ha concentrato le risorse disponibili nelle mani di una porzione ridotta della popolazione.

Le strategie messe in campo dai professionisti odontoiatri per far fronte alle difficoltà del settore, puntano giustamente ad obiettivi di riqualificazione e aggiornamento: offrire terapie sempre più specialistiche ed innovative in virtù dei grandi progressi scientifici che hanno caratterizzato l’odontoiatria negli ultimi decenni.

Il raggiungimento di questi traguardi ha reso impossibile la sussistenza di un’unica figura professionale: la specializzazione ad alto livello nelle singole branche e la necessità di un aggiornamento scientifico costante, ha reso indispensabile l’aggregazione in équipe di un numero maggiore professionisti. Da queste esigenze qualitative, la nascita di centri odontoiatrici polispecialistici in grado di offrire, grazie al principio di concentrazione delle energie, sia le attrezzature tecnologiche d’avanguardia (eccessivamente costose per un singolo studio dentistico) adeguate alle nuove proposte terapeutiche, sia tutte le figure professionali in grado di soddisfare l’odierna vasta gamma di esigenze del paziente.

Link all’articolo del corriere.it del 21 giugno 2011