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Come chiarisce l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), con prevenzione oggi parliamo del mantenimento dello stato di salute naturale dell’individuo, inteso come insieme di condizioni fisiche, psichiche e ambientali. Poiché i fattori ambientali incidono sulla nostra salute fino al 90%, fondamentale è il legame esistente fra prevenzione ed educazione, legame che permette di creare le condizioni migliori per il nostro benessere.


Quando inizia il percorso di prevenzione in odontoiatria?

Grazie agli studi della comunità scientifica internazionale, possiamo affermare con sicurezza che la prevenzione inizia ancor prima della nascita, durante la gravidanza. E’ questo un periodo molto delicato sia per la mamma che per il nascituro, durante il quale non si devono sottovalutare fattori importanti per la salute del bambino. Dal terzo mese di gravidanza gli odontoiatri raccomandano la somministrazione di fluoro in pastiglie, in dosi da un mg al giorno. L’assunzione di fluoro (ricordiamo che non si tratta di un farmaco ma di un integratore minerale), accompagnerà il nascituro fino ai 12-14 anni, con risultati di primaria importanza nella formazione di uno smalto più resistente e, di conseguenza, nella netta riduzione di incidenza di carie. Il lattante potrà iniziare ad assumere fluoro in gocce per poi proseguire, durante l’infanzia e l’adolescenza, con differenti dosaggi in pastiglie: il fluoro dovrà essere assunto per almeno 250 giorni all’anno per essere efficace.

Nell’ottica di una prevenzione precoce, in gravidanza è consigliata una dieta ricca di calcio, vitamine e sali minerali, elementi utili alla salute orale sia della mamma che del bambino. Molte patologie dentali infatti, sono associate a squilibri nutrizionali. In pazienti con scarso apporto proteico, ad esempio, si riscontrano più frequentemente infiammazioni del parodonto e del cavo orale, mentre un insufficiente apporto di vitamina A, calcio e magnesio può determinare una maggiore fragilità dello smalto per ridotta mineralizzazione.

 

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