Gli italiani, le malattie dentali e la parodontite. Un trattamento non chirurgico

03/04/2015

 

In Italia c’è l’abitudine di preoccuparsi dei problemi dentali solo quando questi diventano gravi e particolarmente evidenti. È quanto denuncia una ricerca segnalata da quotidianosanità.it: “Gli italiani, le malattie dentali e la parodontite” condotta nel mese di aprile 2013 su un campione rappresentativo di 1.111 soggetti tra i 18 e i 70 anni.
Stando ai dati di Astra Ricerche, che ha condotto l’indagine per conto dell’Istituto di Ricerca e Formazione in Microdentistry, “il 63% è preoccupato dalla presenza di pus e il 61,5% se i denti si muovono, mentre sembrano sottovalutare sintomi all’apparenza meno gravi ma già molto pericolosi per la salute orale, come le gengive sanguinanti, abbassate o infiammate”. Si riscontra, di conseguenza, una scarsa attività di prevenzione e controllo della salute di denti e gengive: dallo stesso studio emerge che solo il 39,1% del campione pratica una corretta igiene orale e solo un terzo degli intervistati fa visite di controllo periodiche dal dentista o esegue periodicamente sedute di igiene orale professionale.

La parodontite, un disturbo che colpisce il 60% degli italiani, è un chiaro esempio di come la scarsa attenzione ai propri denti e la mancanza di educazione sanitaria siano diffusi nel nostro paese. Stando ai dati di Astra Ricerche, infatti, “solo il 31,2% degli italiani ne ha una conoscenza adeguata della parodontite, solo il 10,8% riconosce correttamente che la parodontite è una malattia dei tessuti parodontali e non delle gengive e solo il 2,5% la descrive come una malattia provocata da batteri”. Si aggiunga che quasi la metà degli intervistati ritiene la parodontite una malattia incurabile che porta inevitabilmente alla rimozione dei denti e al posizionamento di impianti.
Conoscere la malattia, invece, offre la possibilità di valutare la sua entità e scegliere il trattamento più idoneo. Accanto al sanguinamento gengivale – riconosciuto come sintomo dalla metà degli intervistati – è poco diffusa la consapevolezza che l’alitosi sia uno dei primi segnali d’allerta per la parodontite.

A partire da screening  bio-molecolari in grado di prevedere le varianti geniche che influenzano la persistenza di batteri patogeni nelle aree sotto-gengivali, si possono elaborare strategie di cura personalizzate basate su dati oggettivi di risposta al trattamento.

Messi a conoscenza delle caratteristiche della terapia MicroFotoDinamica, gli intervistati da Astra Ricerche hanno evidenziato tre elementi degni di nota:

  • si tratta di una terapia non invasiva (57,5%)
  • è in grado di eliminare batteri e virus anche laddove non arrivano i medicinali (57,3%)
  • assicura (a fronte di corrette abitudini di igiene quotidiana e di controlli periodici dallo specialista) una lunga durata dei risultati (57,3%)

Ponendo l’accento sull’importanza dei risultati della cura (81,2%) a scapito dell’aspetto economico (23,9%) e dell’azione immediata (23,9%), gli italiani dimostrano di essere disposti a investire in terapie meno economiche purché efficaci nei risultati.