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Negli Stati Uniti e anche in Europa le malattie cardiovascolari sono la causa di gran lunga più comune di morte sia tra gli uomini che tra le donne.

Se è vero che esiste una predisposizione genetica all’arteriosclerosi, è vero anche che le manifestazioni cliniche, che compaiono spesso in età avanzata, possono essere prevenute.

Un recente studio del 2009 condotto su 44 pazienti con malattia cardiovascolare ha misurato la quantità di batteri parodontali presenti nelle placche aterosclerotiche delle arterie coronariche.

Due i risultati importanti:

  • i batteri responsabili della parodontite sono stati trovati nel 92,3% delle placche ateromasiche dei pazienti affetti da parodontite e solo nel 20% nei pazienti con parodonto sano.

  • Nelle placche ateromasiche la carica batterica totale è maggiore nei pazienti affetti da parodontopatia rispetto a quelli con parodonto sano.

La parodontite quindi non è solo un processo infiammatorio locale ma potrebbe avere un nesso anche con le infezioni e i processi infiammatori sistemici; quindi la parodontite è un potenziale “fattore di rischio” della patologia coronarica e se controllata potrebbe contribuire al rallentamento dello sviluppo della cardiopatia ischemica.