Bifosfonati e Odontoiatria: cosa è importante sapere

20/10/2016

 

Il rischio di sviluppare necrosi ossee mascellari e mandibolari associato alla chirurgia implantare pur molto basso è presente  nei pazienti in terapia con bifosfonati per via orale e/o intramuscolo.

 

 

 

Sono questi i risultati di uno studio clinico che ha coinvolto 20 donne con osteoporosi e in terapia con bifosfonati orali e/o intramuscolo che si sono sottoposte a terapia implantoprotesica a carico immediato. Nessuno dei 58 impianti ha avuto problemi dopo il posizionamento della protesi fissa definitiva durante il follow up a 24 mesi.

Ma cosa sono i bifosfonati? Sono farmaci che si legano ad alcune cellule dell’osso inibendone la loro capacità di distruggerlo. Vengono utilizzati per molte patologie come ad esempio l’osteoporosi, nonché per contrastare gli effetti di riduzione ossea dovuti a trattamenti con cortisone. I bifosfonati si sono dimostrati efficaci anche nel favorire la calcificazione delle ossa compromesse da malattia oncologica, diminuendo dolore e rischio di possibili complicanze.

Ad oggi i bifosfonati utilizzati sono molti, ma i più importanti, sia per la loro azione sia per il rischio di manifestare complicanze, sono rappresentati principalmente dal zolendronato e dal pamidronato, un secondo gruppo di bifosfonati è rappresentato da quelli orali quali l’alendronato e il clodronato che trovano un largo impiego per l’osteoporosi postmenopausale e devono essere distinti dai primi in quanto non inducono gli stessi rischi.

Ma perché è molto importante segnalare sempre al proprio dentista quando vengono assunti questa tipologia di farmaci? In letteratura è stato osservato che i bifosfonati possono avere un ruolo importante nel fallimento implantare e nella chirurgia estrattiva e paradontale ed è quindi sempre buona norma che i pazienti siano ben informati riguardo all’importanza dei controlli periodici dal dentista e dell’igiene orale professionale ogni 4-6 mesi onde prevenire le patologie odontoiatriche.