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Disordini metabolici e cardiovascolari oltre che disturbi comportamentali e neurocognitivi.

Nei bambini sono queste solo alcune della conseguenze che si possono verificare quando le patologie ostruttive del sonno non vengono adeguatamente trattate.

Ma quali sono le cause principali?

La causa più comune è l’ ipertrofia adenotonsillare molto diffusa nei bambini tra i 3 e gli 8 anni quando le tonsille e le adenoidi raggiungono le dimensioni maggiori in proporzione alle vie aeree determinandone così un ristringimento.  Esistono anche dei fattori di rischio come l’obesità, le patologie neuromuscolari, le anomalie cranio facciali e le allergie respiratorie.

Come e chi deve intervenire?

L’odontoiatra ha un ruolo sentinella nell’individuazione della Sindrome delle apnee ostruttive del sonno pediatrica i cui sintomi più evidenti sono ripetuti episodi di completa e/o parziale e/o prolungata ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno. Il medico  valutando eventuali contrazioni del mascellare superiore e/o retrusione della mandibola può intervenire con un espansore palatale rapido, che aumenta il diametro dell’arcata superiore, migliora la posizione della lingua incrementando lo spazio orofaringeo e agevolando così la respirazione.

Risulta quindi fondamentale un approccio multidisciplinare tra pediatra, otorinolaringoiatra e ortodontista al fine di individuare e trattare precocemente  la patologia che, a differenza dell’adulto, può risolversi  con una completa guarigione.